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Contenuti d’odio e fake news: è scontro tra Facebook e la Germania

È scontro tra Facebook e la Germania sui contenuti d’odio e le fake news: secondo il social network la proposta di legge tedesca che vorrebbe multare le aziende social favorirebbe la censura preventiva e non risolverebbe il problema.

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Come vi abbiamo raccontato la scorsa settimana, uno dei principali punti dell’agenda politica internazionale è la lotta ai contenuti inneggianti all’odio e alla discriminazione condivisi sui social network. Per l‘UE è al varo un pacchetto normativo riguardante la responsabilità oggettiva delle aziende, e i diversi stati membri si stanno esprimendo riguardo il dilagante problema. Il ministro della Giustizia tedesco Heiko Maas, in aggiunta alle norme continentali, ha proposto di multare con sanzioni fino a 50 milioni di euro le aziende proprietarie delle piattaforme sociali in caso di mancata rimozione rapida di contenuti offensivi. Il disegno di legge, chiamato NetzDG, non convince Facebook, che ha apertamente preso posizione contro il governo tedesco dicendo che è una proposta di legge totalmente inadatta a combattere fake news e la diffusione dei contenuti incriminati.

Le storie tese tra i social e il governo iniziano due anni fa, quando Facebook, Google e Twitter si sono impegnate a fare il possibile per rimuovere qualsiasi contenuto lesivo nel giro di 24 ore. Secondo il governo tedesco, però, questa responsabilità è stata presa sotto gamba dalle compagnie social, per cui è tempo di intervenire in maniera dura e concreta. Il casus belli che ha fatto scatenare la proposta di legge, però, risale a marzo, quando Facebook avrebbe chiuso con colpevole ritardo una pagina che prendeva posizioni anti-ebraiche. Dal canto suo, Facebook ha dimostrato con i numeri quanto, in realtà, stia lavorando duramente per combattere la diffusione di contenuti d’odio, con un numero di interventi censori decisamente in aumento e un programma di assunzioni mirato ad aumentare in maniera considerevole il personale addetto al controllo della rete.

Pur supportando le azioni dei governi e condividendo la preoccupazione per la diffusione di messaggi discriminatori, Facebook sostiene che la proposta di legge tedesca incentiverebbe sia l’aumento di contenuti offensivi, sia una vera e propria attività di censura senza quartiere, visto che gli organi di controllo potrebbero cominciare a oscurare anche contenuti assolutamente legali per paura delle ingenti multe. Inoltre, il disegno di legge sarebbe contrario sia alla Costituzione tedesca sia incompatibile con la normativa UE. Ovviamente, Facebook si è detta comunque disponibile al dialogo e alla cooperazione per la ricerca di una soluzione migliore.

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