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Il Tribunale di Roma accoglie il ricorso di Uber: il servizio Black è salvo

Il Tribunale di Roma accoglie il ricorso di Uber: le auto di Uber Black possono continuare a circolare in Italia, ma Uber Pop continua a essere vietato.

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Il 7 aprile il Tribunale civile di Roma ha bloccato, con una sentenza ampiamente discussa che ha fatto scalpore, tutti i servizi di Uber in Italia, compreso Uber Black, quello svolto da autisti muniti di regolare licenza. Come vi abbiamo raccontato all’epoca, il nocciolo della questione fra Uber e le associazioni di tassisti va molto al di là delle recenti polemiche, e riguarda una struttura giuridica italiana che da troppo tempo è completamente bloccata nel settore trasporti e non è in grado di gestire i nuovi strumenti che la tecnologia offre ai cittadini. Per questo motivo Uber ha fatto ricorso e, di fatto, è riuscita a evitare l’interruzione del servizio, dal momento che, in attesa del responso, il giudice aveva concesso agli autisti Uber Black la possibilità di continuare a esercitare.

Venerdì, in ogni caso, il Tribunale di Roma ha revocato definitivamente l’ordinanza, accogliendo il ricorso dell’azienda californiana, rimettendo qualsiasi decisione alla legislatura. Insomma, a regolare il settore e i termini della concorrenza non può essere il tribunale, ma deve necessariamente esistere una normativa aggiornata e intelligente, perché continuare a rimaneggiare una legge di 25 anni fa non ha e non può avere senso, proprio come avevamo messo in evidenza lo scorso mese. “Siamo davvero felici di poter annunciare a tutte le persone e agli oltre mille autisti partner di Uber che potranno continuare ad utilizzare la nostra applicazione. Ora più che mai è forte l’esigenza di aggiornare la normativa datata ancora in vigore, così da consentire alle nuove tecnologie di migliorare la vita dei cittadini e la mobilità delle città”, è stata la dichiarazione di Uber Italia a Repubblica.

Il ricorso di Uber riguardava solo la sentenza di Roma, e dunque, la relativa sospensione di ordinanza non coinvolge assolutamente Uber Pop, il servizio più “smart” di Uber nonché vero valore aggiunto dell’azienda di Kalanick, che continua a essere bloccato dalla sentenza antecedente del 22 marzo emanata dal Tribunale di Torino.

Il futuro di Uber in Europa e nei territori dove sta incontrando maggiore resistenza, dunque, è ancora in discussione, e Carles Lloret, rappresentante dell’azienda per il Sud Europa, si è detto più volte disposto a sedersi al tavolo con le associazioni di categoria per trovare un accordo, che però, in Italia, chiaramente non può arrivare fino alla nuova legge-quadro in grado di regolare l’intero settore.

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