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I 300 droni di Intel volano sul Super Bowl dei record

Durante l’half-time show del cinquantunesimo Super Bowl, ad accompagnare la performance di Lady Gaga, c’erano 300 droni di Intel.

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Il cinquantunesimo Super Bowl è stato una delle più emozionanti finali sportive che il mondo potrà ricordare. Una partita storica sotto diversi punti di vista: il primo Super Bowl a essere finito ai supplementari, il primo che ha visto una squadra, i New England Patriots, recuperare più di 10 punti di svantaggio – il team di Boston era sotto di 19 punti alla sirena dell’ultimo quarto – ed è stato anche il momento della definitiva consacrazione di Tom Brady come Quarterback più titolato di tutti i tempi, che ha vinto il quarto premio come MVP di un Super Bowl, superando anche Joe Montana. Insomma, uno spettacolo sportivo senza paragoni, a cui si è accompagnato il classico baraccone pubblicitario, ma anche uno show splendido all’intervallo, firmato Lady Gaga, ma anche Intel, che ha fatto volare dietro la popstar ben 300 droni in formazione, sfruttando la tecnologia Aero di cui vi avevamo parlato durante i giorni del CES 2017 e che si era già vista in uno spettacolare evento a Disney World.

http://www.youtube.com/watch?v=txXwg712zw4

A rendere possibile l’incredibile show è stata proprio la stessa protagonista dello show al parco dei divertimenti di Orlando, la Shooting Star Drone Squad, e quello del Super Bowl non è stato neanche il volo in formazione più nutrito di sempre, visto che Intel è riuscita a sincronizzarne ben 500 in un evento a Sydney. Certo, però, che l’half-time show del Super Bowl ha rappresentato probabilmente il palcoscenico migliore per Intel per stupire il mondo con la sua tecnologia, visto e considerato il parterre di 160 milioni di spettatori in tutto il globo, e anche la coreografia scelta per accompagnare la performance dei classici folk “God Bless America” e “This Land is Your Land” sul tetto del NRG Stadium di Huston: i droni, inizialmente invisibili, si sono palesati simulando un cielo stellato danzante che ben presto ha alternato i tre colori simbolo degli Stati Uniti e si è trasformato nella bandiera a stelle e strisce… e poi nel logo di Pepsi, nel solito connubio tra “sacro e profano” tipica del Super Bowl. Una cornice a dir poco meravigliosa, resa possibile dalla natura estremamente hi-tech dei piccoli quadricotteri di Intel: ogni drone è, infatti, grande solo 30 cm e pesa circa 200 grammi, ed è pensato per essere sostanzialmente invisibile, salvo palesarsi attraverso le sue luci LED. Ogni velivolo è connesso (Wi-Fi ovviamente) a un computer centrale, che funge da cervellone di controllo e gestisce le routine coreografiche e i ruoli dei singoli droni durante la coreografia. Il sistema è anche a prova di imprevisto, dato che riesce ad adattarsi da solo anche in caso di fallimento tecnico di uno o più unità, modificando in autonomia la coreografia di conseguenza in attesa che un nuovo drone decolli automaticamente e prenda il posto di quello difettoso. Tutto incredibile, soprattutto considerando l’importanza dell’evento e la grande attenzione posta a ogni dettaglio durante il Super Bowl. Proprio per questo motivo, infatti, la coreografia dei droni, in realtà, non era dal vivo, ma è stata registrata una settimana fa.

drone intel

 

Per motivi di sicurezza, infatti, e rispetto delle norme imposte dalla FAA (Aviazione Federale) che prevede il volo di droni solo a vista, con determinate garanzie per le persone coinvolte e a debita distanza dall’aeroporto di Houston – problema notevole, visto che lo stadio è proprio in quella zona – il team di Intel con a capo Anil Nanduri ha dovuto lavorare allo show a partire da inizio dicembre 2016, e pre-registrare l’intera coreografia perché, anche ottenendo il permesso per volare in una no-fly zone non sarebbe stato mai possibile permettere a 300 droni di volare sulla testa di 80000 persone. Certo, forse il sapere che il cielo stellato danzante sopra la splendida performance di Lady Gaga non fosse in diretta ne limita un po’ la magia, ma resta comunque l’incanto di una tecnologia destinata a essere utilizzata sempre di più, e non solo per show spettacolari come quello di stanotte.

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