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Alla scoperta di Trappist-1 e del nuovo sistema “solare” abitabile

La NASA ha annunciato la scoperta di sette esopianeti, di cui tre abitabili, che ruotano intorno a una stella nana e formano un sistema molto simile al nostro.

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E così è stato: ieri la NASA ha annunciato quello che in molti si aspettavano, ovvero la presenza di un sistema extrasolare popolato di sette pianeti simili al nostro. Per di più, tre di questi pianeti potrebbero contemplare la presenza di acqua allo stato liquido, e sarebbero compatibili con la vita per come la conosciamo noi. Nulla vieta, addirittura, che possa esserci stato uno sviluppo parallelo e che nel sistema di Trappist-1, questo il nome della stella “parente” del sole, ci siano forme di vita più o meno avanzate.

trappist 1 system

Una rivelazione da brividi, quella della NASA, che sembra arrivare direttamente da un film di fantascienza, ma che, invece, rappresenta un punto di inizio incredibile per la ricerca di altre forme di vita nell’Universo, nonché dell’individuazione di pianeti su cui far proseguire la vita così come la conosciamo. Trappist-1 si trova a 40 anni luce da noi, ed è, dunque, al momento chiaramente impensabile da raggiungere (anche se avessimo un modo di viaggiare alla velocità della luce, infatti, ci vorrebbero 40 anni), ma stabilisce una direzione verso cui volgere lo sguardo nell’immaginare un futuro extra terrestre.

La spettacolare scoperta è frutto di una ricerca avvenuta in più tappe, che aveva raggiunto il suo primo traguardo a maggio scorso, quando un team di astronomi guidato da Michaël Gillon dell’Università di Liegi aveva individuato i primi tre pianeti in orbita intorno a Trappist-1, una stella nana relativamente fredda (2400 °C la sua temperatura superficiale, circa la metà della temperatura del Sole) e il cui nome deriva dal piccolo telescopio montato sulle Ande che viene utilizzato per monitorare alcune stelle nane per ricercare nuovi esopianeti. Proprio le analisi di maggio avevano lasciato intravedere la possibilità che ci fossero altri pianeti oltre i primi tre, così il team di scienziati ha condotto nuove osservazioni, anche grazie al telescopio a infrarossi “Spitzer”, che hanno permesso di scoprire i sette pianeti, al momento indicati con una lettera, ma che probabilmente un domani saranno battezzati diversamente.

In termini strutturali, la cosa che ha colpito molto del sistema Trappist-1 è la conformazione dei pianeti, con i primi tre prevalentemente rocciosi, proprio come accade nel Sistema Solare, con orbite abbastanza strette intorno alla stella. Pur non avendo temperature altissime, a causa delle dimensioni tutto sommato ridotte del loro “sole”, circa un decimo nel “nostro”, la fascia interna non offrirebbe comunque condizioni di abitabilità, mentre i pianeti denominati e, f, g offrirebbero condizioni compatibili con la presenza di acqua allo stato liquido. La veridicità di questa ipotesi costituisce di fatto, la nuova sfida per la NASA e per gli scienziati di tutto il mondo. I nuovi passi della ricerca, infatti, potranno contare di una nuova generazione di telescopi in grado di rilevare la presenza di acqua ed evidenze di vita sulla superficie degli esopianeti di Trappist-1, e magari darci anche le prime immagini “vere”, visto che al momento tutte le rilevazioni sono state fatte attraverso un metodo che parte dall’osservazione della stelle e delle variazioni della luminosità dovute al passaggio dei pianeti in orbita. C’è solo da aspettare, e continuare a guardare il cielo, oppure darsi da fare e sfruttare tutti i metodi che la NASA offre alle persone comuni di aiutare la ricerca. Per esempio, nel videogioco EVE Online c’è un minigioco in grado di aiutare gli scienziati alla scrematura di dati astronomici reali e contribuire alla scoperta di esopianeti. Oppure, nell’attesa ci si può lasciare andare all’immaginazione, e iniziare a unire i fili che l’annuncio della NASA collegano alla fantascienza, in attesa che, probabilmente le future generazioni, vivano il loro Interstellar. Noi, nel frattempo, ci possiamo consolare solo con il doodle di Google di oggi, o al massimo aspettando Mass Effect: Andromeda.

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