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Altro che Pirati dei Caraibi, l’hacking di Disney è un buco nell’acqua

Alcuni hacker hanno minacciato di diffondere online l’ultimo film della serie “Pirati dei Caraibi” se Disney non avesse pagato un riscatto. Tutto si è risolto in un fuoco di paglia

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Ormai è risaputo che l’abilità degli hacker gli consente di aggirare i sistemi di istituzioni, enti militari e aziende tra i più sicuri al mondo ma in alcuni casi quelle che possono sembrare terribili minacce informatiche si rivelano solo dei fuochi di paglia. E’ il caso della vicenda che ha vista coinvolta Walt Disney e il film “Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar“.

Il 15 maggio il CEO del colosso dell’intrattenimento, Bob Iger, ha annunciato che un gruppo di hacker aveva dichiarato di essere entrato in possesso di una delle pellicole di prossima uscita della casa cinematografica e che aveva minacciato di diffonderne alcune parti online se non avesse ottenuto un riscatto milionario. Il pagamento sarebbe dovuto avvenire in Bitcoin per rendere più difficoltoso il suo tracciamento. Qualora Disney si fosse rifiutata di pagare, gli hacker avrebbero inizialmente messo in Rete 5 minuti del film e poi ulteriori spezzoni da 20 minuti fino a quando non avessero ottenuto ciò che volevano. Gli ultimi film Disney in attesa di debuttare nei cinema erano: “Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar” (24 maggio 2017 in Italia), “Cars 3” (giugno 2017 negli USA) e “Star Wars: L’ultimo Jedi” (13 dicembre 2017 in Italia). Stando ai rumors gli hacker avrebbero messo le mani sulla pellicola che racconta le vicende del celebre capitan Jack Sparrow.

Iger ha confermato che l’azienda si è rifiutata di pagare e anzi ha collaborato con l’Fbi per scoprire gli autori della minaccia, che alla fine si è rivelata del tutto infondata. Nessun leak è stato condiviso su Internet e Disney non ha quindi subito alcun danno economico. In questo caso i pirati (informatici) si sono dimostrati dei semplici fanfaroni che invece di un tesoro sepolto si sono ritrovati con un pugno di mosche.

Per sua fortuna Disney non si è fatta spaventare dagli stessi problemi avuti da Netflix con hacker di tutt’altra risma. Ad inizio maggio il colosso dello streaming, che nel prossimo futuro dovrà vedersela anche con Facebook, ha dovuto affrontare il furto di diversi episodi della quinta stagione della serie “Orange is the New Black“, che sono poi stati illegalmente resi disponibili su Pirate Bay con 6 settimane di anticipo rispetto alla messa in onda ufficiale. In quell’occasione Netflix si era rifiutata di pagare un riscatto. Bisogna comunque sottolineare che in realtà ad essere violati non sono stati i server dell’azienda di Los Gatos ma quelli di Larson Studios, compagnia di post-produzione che collabora tra gli altri con Fox e ABC.

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