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Amazon Echo interrogato come testimone di un omicidio

La polizia dell’Arkansas vorrebbe accedere alle registrazioni di Amazon Echo per risolvere un caso di omicidio

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Il cosiddetto Internet of Things (IoT) consente tramite la Rete di connettere vari oggetti della casa per facilitarne l’utilizzo. Frigorifero, forno e tutti gli altri dispositivi elettronici possono oggi comunicare tra loro per offrire nuove funzioni e servizi. Tra i tanti assistenti domestici presenti sul mercato spicca certamente Amazon Echo. Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale Alexa, la piattaforma del colosso dell’e-commerce consente di svolgere varie attività come accendere o spegnere la luci di casa con il semplice uso della voce. La capacità di Amazon Echo di tenere sempre sotto controllo quello che avviene all’interno dello stabile è diventata di grande interesse anche per le autorità dell’Arkansas (USA) e ha fatto nascere una nuova questione in merito alla privacy degli utenti.

La polizia statunitense ha chiesto ad Amazon di accedere ai dati di Echo per favorire le indagini sull’omicidio di Andrew Bates. L’uomo è stato trovato morto nella vasca da bagno nel novembre del 2015 e il principale indiziato è il suo padrone di casa, Victor Collins. Nello specifico le autorità sono interessate a scoprire le informazioni raccolte dalla sua caldaia smart, che ha avuto un consumo anomalo nel periodo in cui è avvenuto il delitto, ma soprattutto dai microfoni di Amazon Echo. I sensori dell’assistente domestico sono sempre accesi per permettere all’utente di usufruire del servizio in ogni momento ed è possibile che abbiano registrato la voce dell’omicida o che contengano indizi importanti ai fini delle indagini.

Il caso ricorda molto quello che ha visto coinvolte Apple e l’Fbi. A febbraio la polizia federale chiese all’azienda di Cupertino di accedere ai dati di uno degli autori della strage di San Bernardino in cui avevano perso la vita 14 persone. In quell’occasione la Mela si rifiutò di collaborare alle indagini e si giustificò affermando di voler difendere la privacy dei suoi utenti. La stessa questione potrebbe oggi riproporsi con il telefono di Mevlut Mert Altintas, l’uomo che ha ucciso l’ambasciatore russo Andrei Karlov durante una mostra fotografica ad Ankara. Lea autorità turche hanno infatti chiesto ad Apple di accedere ai dati del suo iPhone 4S.

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