È arrivata Xbox One X: la console più potente di tutte è anche per tutti?

Xbox One X è arrivata nei negozi, ed è chiaramente la console più potente sul mercato. È anche una console adatta a tutti? Scopriamolo insieme!

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Oggi è il giorno di Xbox One X, la nuova console di Microsoft in vendita al prezzo di 499 euro e che va ad affiancarsi (e non sostituire) Xbox One S in una maniera simile, ma molto più decisa e tecnologicamente avanzata, al modo in cui Sony ha affiancato PlayStation 4 Pro al modello base. Insomma, una console premium, dedicata ai giocatori più esigenti e agli appassionati di tecnologia.

Xbox One X è assolutamente la console più potente presente sul mercato, e la scelta di Phil Spencer, capo della divisione Xbox di Microsoft, è l’ennesimo passo verso il videogioco e lontano dai sogni di intermedialità degli anni passati. Affrancata dai desideri di diventare un elettrodomestico da salotto, Xbox One X, dopo i PC dedicati al gaming, è il miglior strumento tecnologico possibile su cui giocare i titoli di grido: da Assassin’s Creed Origins a Call of Duty WWII, passando per Forza Motorsport 7, la nuova console di Microsoft è un piccolo gioiello di tecnologia, e con 499 euro porta davvero il gaming 4K in salotto. Oltre a una superiorità dal punto di vista delle prestazioni di ogni singolo componente – Xbox One X ha un processore più veloce, una scheda grafica più potente rispetto al modello base e a PS4 Pro – il dato saliente è relativo a una parola che tanto è andata di moda negli ultimi mesi: i Teraflop. Una parola composta da Tera, che sta per dieci elevato alla dodici, e dunque indica mille miliardi, di Flop, ovvero FLoating point Operations, cioè le operazioni a virgola mobile che un certo hardware è in grado di eseguire in un secondo. In pratica, un teraflop indica la capacità di un GPU e CPU di eseguire mille miliardi di operazioni in virgola mobile in un secondo. Le floating operation determinano il calcolo della posizione degli elementi che compongono l’immagine finale sullo schermo, dunque più flop vengono eseguiti in un secondo più il dispositivo è in grado di generare immagini ricche di dettagli ed elementi, oltre che di farlo più velocemente. Insomma, il numero di Teraflop indica la forza bruta a disposizione per portare sullo schermo grafica più nitida, fluida e definita. Al momento la “classifica” vede 1,8 Teraflop di potenza per la PS4, 1,4 per la One S, 4,2 per la PS4 Pro e ben 6 per la Xbox One X. Alla potenza, Xbox One X include un design sobrio, dimensioni ridotte rispetto a Xbox One S e una rumorosità inferiore.

Se dal punto di vista tecnologico non ci sono rivali, all’atto pratico quest’enorme potenza supplementare non è erogata sempre al massimo, o comunque non genera, a oggi, una differenza sempre determinante una volta lanciato il gioco. È innegabile che Assassin’s Creed Origins sia più bello da vedere su Xbox One X rispetto alla versione che gira su PlayStation 4 Pro, ma è anche vero che al netto di un frame rate (ovvero il numero di immagini riprodotte ogni secondo, che determina la fluidità del movimento) più stabile, per notare l’effettivo scarto c’è bisogno di avere un televisore adeguato, che supporti il 4K e l’HDR, e magari anche un impianto sonoro che sfrutti l’audio spaziale Dolby Atmos, vera chicca per gli audiofili, che saranno immersi completamente nel mondo di gioco. Per chi ha un salotto high-end, infatti, Xbox One X può essere sicuramente una soluzione ideale per sfruttare i propri dispositivi di ultima generazione, ma partendo da zero il costo totale di ingresso nel mondo del gaming 4K più accessibile è comunque molto elevato. La trasparenza con cui Microsoft assicura il miglioramento di tutti i giochi in catalogo (rispetto alle patch un po’ “grigie” di PS4 Pro) con le nuove caratteristiche hardware e la retrocompatibilità con Xbox 360 potrebbero rendere Xbox One X un investimento per chi oggi vuole comprare una console, ma considerando che tutti i giochi futuri saranno compatibili anche con Xbox One S, chi è felice con un televisore Full HD potrebbe serenamente decidere di non effettuare il cambio inter generazionale di console. I miglioramenti di Xboxe One X a una risoluzione a 1080p sono chiaramente meno percepibili, e restano più che altro i vantaggi collaterali, come la silenziosità e una rapidità supplementare dei caricamenti.

L’altra incognita restano sicuramente le scorie della politica software scellerata di Microsoft degli ultimi anni, che ha visto l’azienda di Redmond investire sempre meno in studi di sviluppo in grado di supportarla adeguatamente dal punto di vista dei giochi. Se, dunque, PlayStation 4 oggi può contare su titoli come Uncharted, The Last Guardian, Gran Turismo Sport e nei prossimi mesi su giochi come Detroit: Become Human, God of War e The Last of Us 2, per citare quelli più importanti, Xbox One X di grande richiamo ha soltanto Forza Motorsport 7 (giocabile anche su PC) e una promessa di investire, nel prossimo futuro, su team di sviluppo. Il rischio di Xbox One X è quello di essere un oggetto tecnologico meraviglioso, ma dallo scarso appeal dal punto di vista del mercato di massa, nonostante sia la miglior console per far girare i titoli multipiattaforma (ovvero quelli che escono sia per Xbox One che per PlayStation 4 che per PC, come FIFA 18, Call of Duty WWII o Assassin’s Creed Origins). Se a questo aggiungiamo che spesso i giochi, ottimizzati comunque anche per i modelli base di console, per essere giocati in 4K richiedono corposi aggiornamenti da scaricare, si unisce anche la necessità di avere una connessione a internet prestante, magari cablata, per effettuare tutti gli update in backround, per non essere costretti ad aspettare eoni prima di poter giocare. Insomma, nonostante sia superiore alla concorrenza dal punto di vista prettamente tecnico, non è detto che Xbox One X sia una console adatta a tutti, e proprio come nel caso di PlayStation 4 Pro, l’investimento di 499 euro (contro i 219 di Xbox One S, i 249 di PlayStation 4 e i 364 di PlayStation 4 Pro) va valutato attentamente in base al proprio interesse riguardo le esclusive di Sony (e la corrispettiva carenza, a oggi, di equivalenti su console Microsoft), ai propri gusti in termini di gioco, il possesso o meno di una console e, soprattutto, la propria dotazione TV e impianto sonoro.

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