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Boeing presenta la sua navicella per lo spazio profondo

Il colosso dell’aviazione ha mostrato i primi concept delle sue navicelle che aiuteranno a costruire lo spazioporto da cui partiranno le future missioni lunari e marziane

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Sono giorni molto intensi per quanto riguarda il futuro dell’esplorazione spaziale. SpaceX di Elon Musk è riuscita nell’impresa di riutilizzare un razzo per una missione orbitale dopo che la concorrente Blue Origin di Jeff Bezos, fondatore di Amazon, era riuscita a fare la stessa cosa ma senza lasciare l’atmosfera terrestre. Oggi Boeing, che collabora con la NASA in vari settori, ha presentato i suoi primi concept per le navicelle che porteranno l’uomo nuovamente sulla Luna e poi su Marte.

Questi veicoli battezzati Deep Space Transport Vehicle saranno fondamentali per la creazione del Deep Space Gateway, una sorta di spazioporto con centri di ricerca nello spazio profondo posto nella cosiddetta zona cislunare, ovvero quella che si trova tra il nostro satellite e la Terra. “La capacità di trasportare simultaneamente personale e merci ci permetterà di assemblare l’habitat con 4 lanci a partire dall’inizio del 2020“, ha dichiarato Pete McGrath, director of Global Sales & Marketing per la divisione spaziale di Boeing.

I veicoli da trasporto saranno equipaggiati per proteggere i passeggeri dai pericoli dello spazio e saranno dotati di un sistema di propulsione elettrica alimentata dall’energia solare (Solar Electric Propulsion). Quest’ultimo è stato progettato partendo dall’esperienza accumulata da Boeing nella realizzazione della sua famiglia di 702 satelliti.

Il Deep Space Gateway è pensato anche per un utilizzo commerciale e potrebbe essere quindi fondamentale per i progetti di Musk che riguardano la Luna. La stessa cosa potrebbe valere anche per Blue Origin, che sta lavorando ad una soluzione per il trasporto dei moduli che costituiranno le basi stabili sul nostro satellite. Non solo, il Deep Space Gateway diverrà il punto di partenza per le missioni verso Marte. L’idea è di utilizzare lo stesso sistema di attracco sfruttato dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per le sue operazioni commerciali permettendo così ai lanciatori di ripartire senza fare scalo sulla Terra. Una volta giunti nei pressi del Pianeta Rosso, l’equipaggio delle navicelle potrà far atterrare un lander per le missioni in superficie o condurre ricerche in orbita.

Lo sviluppo dei sistemi di trasporto ad energia solare e del Deep Space Gateway è portato avanti all’interno del programma “Next Space Technologies for Exploration Technologies” (Next Step) e grazie al contributo dello Space Technology Mission Directorate (STMD) della NASA.

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