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Il Creators Update di Windows 10 e la pubblicità del futuro

Il Creators Update di Windows 10 arriverà ad aprile e conterrà diverse novità, tra cui due forme di pubblicità: una un po’ invasiva e un’altra apparentemente molto utile.

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Il rapporto tra Microsoft e inserzioni pubblicitarie tiene banco in questi giorni per diversi motivi, sia positivi che negativi, in merito ai prossimi aggiornamenti di Windows 10.

 

In particolare fanno discutere le ultime build del Creators Update, una sorta di service pack conosciuto anche come Redstone 2 che arriverà ad aprile e amplierà le funzioni del sistema operativo di casa Microsoft soprattutto in relazione alle performance di gioco (il famoso Game Mode), l’uso di schermi 4K, l’apertura alla mixed e virtual reality, oltre una serie di nuovi strumenti per la comunicazione tra utenti.

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Nelle versioni beta dell’aggiornamento, infatti, sono presenti degli annunci pubblicitari in Esplora Risorse, il cuore della navigazione all’interno del PC. La presenza di suggerimenti commerciali nel sistema operativo non è nuova, e già adesso nel menu Start, a meno di non disabilitarli, compaiono diversi consigli sulle App da installare. Anche la presenza dei banner relativi a servizi aggiuntivi (principalmente OneDrive) della galassia Microsoft potrà essere disabilitata dal menu delle preferenze, ma, almeno nelle versioni preliminari, di default è attiva, e sappiamo bene che solo una minoranza di utenti impiega il suo tempo per personalizzare al meglio il sistema operativo. Non è neanche chiaro se gli spazi pubblicitari all’interno di Esplora Risorse si limiteranno alla promozione di servizi Microsoft o saranno in vendita in qualche modo.

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C’è anche un nuovo tipo di pubblicità che verrà introdotta dal Creators Update, che sulla carta, invece, potrebbe essere addirittura positiva. Si tratta di un nuovo formato chiamato Playable Ads, ovvero spot interattivi, della durata di tre minuti, che possono essere “giocati” all’interno del Windows Store. Di fatto, più che un’inserzione pubblicitaria si tratta proprio di provare l’esperienza d’uso del singolo applicativo per 3 minuti in streaming. L’esperienza viene definita “simi-nativa”, ovvero del tutto analoga a quella dell’App installata in maniera completa sul dispositivo. Un nuovo formato di demo, insomma, che può comunque essere interrotto in qualsiasi momento oppure, volendo, concluso con l’acquisto dell’applicazione. L’obiettivo è quello di rendere lo store di Windows un luogo “vivo” e permettere un’esperienza d’acquisto più consapevole e, in qualche modo, innovativa, e potrebbe rivelarsi anche molto interessante in chiave soprattutto videoludica, potrebbe essere anche un modo per cercare di rendere lo store di Windows più appetibile nel settore del gaming, visto e considerato che, al netto dei titoli Microsoft, la maggior parte degli utenti acquista tramite Steam. I Playable Ads non sono ancora attivi, ma potete richiedere l’accesso al programma di beta, come sviluppatori, tramite il blog di Microsoft.

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