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Elon Musk salverà i vostri pensieri sull’hard disk

L’ultima creatura di Elon Musk è la startup Neuralink che sta studiando un’interfaccia per connettere cervello e macchine implementando le capacità umane

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Elon Musk, CEO di Tesla e SpaceX, guarda spesso al futuro dell’umanità con progetti che ora come ora potrebbero sembrare irrealizzabili. L’imprenditore sudafricano sta lavorando per portare l’uomo su Marte e i turisti sulla Luna ma ha anche studiato soluzioni avveniristiche per risolvere il problema del traffico e sconfiggere il digital divide mondiale. In questi ultimi mesi Musk si è dedicato maggiormente alle tecnologie che potrebbero dare una sensibile accelerata all’evoluzione umana in senso stretto e ha parlato di una sorta di laccetto hi-tech che una volta indossato permetterà di comunicare con le macchine tramite il pensiero. Oggi pare che Musk sia passato dalle parole ai fatti con la nascita di Neuralink Corp, una startup che sta cercando nuovi metodi per connettere le macchine al cervello.

Neuralink è stata registrata in California circa 6 mesi fa come società di ricerca in ambito medico e in tutto questo tempo Elon Musk ha in più occasioni condiviso indizi che la riguardano. Durante una conferenza a Dubai il miliardario ha dichiarato: “Un giorno penso che sarà probabile una maggiore fusione tra l’intelligenza biologica e quella digitale. Questo riguarderà in particolare la velocità di connessione tra il cervello e la versione digitale di sé, soprattutto per i dati in uscita“. La startup creata da Musk starebbe quindi lavorando ad un’interfaccia diretta corticale che permetterebbe di collegare le AI direttamente al cervello e forse anche di “salvare” i pensieri all’interno di un PC. Una tecnologia di questo tipo lascerebbe aperte molte porte finora esplorate solo dalla fantascienza. La mente umana avrebbe lo spazio illimitato del cloud a sua disposizione e come in Ghost in The Shell potremmo trasferire la nostra coscienza in un corpo meccanico. Oggi i ricercatori riescono effettivamente a dialogare con le macchine attraverso la lettura delle onde cerebrali ma in questo caso si tratterebbe di una tecnologia molto più avanzata. Al momento connettersi al cervello significa letteralmente inserirvi degli elettrodi per via chirurgica mentre la soluzione di Musk sarà decisamente meno invasiva.

Un’altra azienda che si occupa di scoprire la chiave della nostra mente è Kernel di Bryan Johnson, co-fondatore di Braintree. Questa startup sta sviluppando delle interfacce che attraverso la lettura dei segnali elettrici emessi dai neuroni riesca ad invertire gli effetti delle malattie degenerative del cervello.

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