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Facebook e il decalogo contro le fake news

L’ultima idea del social per combattere le bufale è anche la migliore

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Possiamo dirlo? Finalmente! Tra i milioni di tentativi fatti da Facebook negli ultimi mesi per frenare la diffusione di fake news, l’ultimo in ordine di tempo ci sembra il migliore, e quello che più di tutti ha la possibilità di lasciare una qualche sorta di segno in tutti coloro che si prenderanno dieci minuti di tempo per informarsi. A partire da ieri e fino alla fine della settimana infatti, come riporta Il Sole 24 Ore, Facebook introdurrà, in cima al suo News Feed, un nuovo strumento di identificazione delle bufale: il buonsenso, sotto forma di un “decalogo anti-fake news” che suggerisce alcuni semplici accorgimenti per identificare la bontà di una notizia.

Quella di Facebook, a dirla tutta, non è un’idea particolarmente originale: come vi raccontavamo nella nostra Guida per riconoscere le bufale su Internet, in Rete esistono già decine di decaloghi o guide simili, e i suggerimenti del social non aggiungono nulla a quanto si possa già trovare con un po’ di pazienza. È vero però che, nonostate i vari Bufale.net e Valigia Blu possano vantare parecchi contatti e una certa fama in Rete, Facebook lavora su numeri infinitamente superiori, e fornire uno strumento di facile consultazione a milioni di utenti potrebbe finalmente smuovere qualcosa nelle nostre coscienze. Senza contare l’aspetto psicologico dell’iniziativa: oscurare o bannare pagine e siti che diffondono bufale è visto da molti come una forma subdola di censura, un modo per uniformare le opinioni presenti sul social a quelle di un presunto “mainstream” che detterebbe la linea politica dell’intero mondo occidentale; il decalogo, invece, è un modo per passare il testimone direttamente all’utente: «Noi ti spieghiamo come fare a capire se ti stanno prendendo in giro, poi sta a te scegliere come agire». Responsabilizzare l’utente, insomma, è sempre una scelta migliore del controllo diretto dei contenuti.

Ma cosa dice il catalogo, alla fine? Niente di sconvolgente, in realtà – potete leggerlo qui, sempre grazie al Sole 24 Ore (non sappiamo voi, ma sulle nostre bacheche non è ancora comparso). Si tratta di consigli di buon senso e che non suoneranno particolarmente originali a chi si approccia a Internet con un po’ di sano scetticismo. Ve li riportiamo anche qui sotto, con un piccolo commento se dovesse servire.

1. Non ti fidare dei titoli. È vero, come scrive Facebook, che “le notizie false spesso hanno titoli altisonanti”, ma è anche vero che, proprio perché tutti ormai sanno che le notizie false hanno titoli altisonanti, molti siti di bufale/fake news hanno smesso di utilizzare quella retorica formale, optando per titoli più tradizionali.

2. Guarda bene l’URL. Molti siti e pagine (di bufale, o semplicemente satirici) scelgono nomi fatti apposta per confondere, che a volte giocano anche con i caratteri tipografici per ingannare. Tanto per fare un esempio, sapevate che esiste Il fatto quotidaino http://www.ilfattoquotidaino.it/?

3. Fai ricerche sulla fonte. Questa per noi dovrebbe essere la prima regola: sempre risalire alla fonte originale di ogni notizia! E se un pezzo online non la cita, né inserisce link o altri riferimenti che possano validarne i contenuti, le probabilità che si tratti di una bufala sono vicine al 100%.

4. Fai attenzione alla formattazione, che fa il paio con “non ti fidare dei titoli” e “guarda bene l’URL”. Facebook parla anche di “errori di battitura” – prendete questo dettaglio con le pinze, o in alternativa preparatevi a bollare come “fake news” anche Repubblica, il Corriere, la Stampa…

5. Fai attenzione alle foto. In particolare, aggiungiamo noi, usate sempre la funzione “ricerca per immagini” di Google, che vi consente di inserire una foto nella stringa di ricerca e scoprire da dove arriva. E anche qui, ovviamente, occhio alle fonti.

6. Controlla le date. Su questa abbiamo poco da commentare. Fate particolare attenzione il primo di aprile…

7. Verifica le testimonianze. Non vale solo per le notizie realmente importanti o drammatiche: un recente caso legato alla morte di Carrie Fisher dimostra che le bufale abitano ovunque, anche nel giornalismo pop.

8. Controlla se altre fonti hanno riportato la stessa notizia. E aggiungiamo noi: controllate sempre che ci siano agenzie giornalistiche tra le fonti primarie – è raro che una notozia che state leggendo su un quotidiano o su una pagina non arrivi prima dalle varie Ansa, Reuters o Associated Press.

9. La notizia potrebbe essere uno scherzo. Imparate a distinguere i siti satirici da quelli di fake news, in pratica.

10. Alcune notizie sono intenzionalmente false. E su questa, davvero, non sappiamo cosa commentare!

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