father.io: una startup italiana porta il Laser Tag sui cellulari

Alla GDC si è visto finalmente Inceptor, la ricetrasmittente per giocare a father.io, un’App tutta italiana che trasforma il cellulare in un kit per Laser Tag.

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Q Zar, Quasar, Laser Tag, Laser Party, erano diversi i nomi che, soprattutto a cavallo tra fine ’90 e inizi del 2000 si davano ai locali dove ci si sfidava in un labirinto armati di pistola laser e corpetti sensibili agli impulsi in una sorta di guerra che sembrava arrivare dal futuro. La versione urbana e cyberpunk del paintball, però, ha avuto gloria per un periodo breve ma intenso, e ancora oggi c’è qualche labirinto dove sfidarsi a colpi di fucili che, di solito, sono la riproduzione di armi reali, benché modificate nell’aspetto per sembrare uscite da un film sci-fi. Nel corso degli anni, con l’intrattenimento di tipo bellico oramai spostato su lidi elettronici grazie al multiplayer online dei videogiochi fps, con cui, tra l’altro, il Laser Tag condivide anche le modalità più classiche come il deathmatch o il cattura la bandiera, diverse aziende hanno provato a portare “in casa” le battaglie a colpi di laser, attraverso set più o meno funzionanti e, in tempi più recenti l’arrivo della Realtà Aumentata ha fatto sbarcare la guerra urbana su mobile, con progetti in corso come father.io di Proxy42 Inc., una start-up con sede nella Silicon Valley ma tutta italiana. Il gioco in questione, finanziato l’anno scorso attraverso una campagna di crowdfunding su Indiegogo e diventato virale anche grazie allo spot realizzato dal collettivo di videomaker partenopeo The Jackal, sposta la guerra dai Q Zar alle strade delle città, e trasforma i nostri cellulari in armi.

Durante la GDC arriva il complemento finale dell’App, ovvero Inceptor, una ricetrasmittente a latenza bassissima (ovvero in grado di restituire immediatamente i segnali) dotata di batteria e luci a LED, che rappresenta di fatto il “corpetto” che si indossava nella realtà. Inceptor, dunque, diventa il kit da Laser Tag che mancava al mondo dell’AR, visto che grazie agli indicatori luminosi è facilissimo capire quale giocatore sia in una determinata squadra, nonché il suo stato di “salute”. Insomma, Inceptor è un layer di interfaccia nel mondo fisico, e si connette agilmente al cellulare sfruttando un attacco a morsa in stile treppiedi mobile, ed è pensato per essere sfruttato anche da altri giochi. Al momento è possibile prenotarlo da Indiegogo al prezzo di 50$ per due Inceptor, ma occhi che l’App è ancora in fase beta, per cui magari è meglio dare uno sguardo per capire come si evolve la situazione, oppure iscrivervi alla beta. In ogni caso, tenetevi pronti a scendere sul campo di battaglia!

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