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Find My Phone è un corto che racconta cosa succede dopo il furto di uno smartphone

Find my Phone è il cortometraggio di Anthony van der Meer, che racconta attraverso un spyware tutta la storia del suo smartphone rubato.

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Find my Phone, cortometraggio di Anthony van der Meer, è il film verità più vicino a Black Mirror che possiate vedere. Il giovane film maker diplomato alla Willem de Kooning Academy di Rotterdam è riuscito a raccontare attraverso gli strumenti tecnologici la storia di un cellulare rubato, il suo, dimostrando ancora una volta quanto gli smartphone custodiscano tutta la nostra vita.

In seguito a un’esperienza di furto drammatica, dove il regista ha effettivamente perso a causa di una rapina tutti i suoi dati sensibili, van der Meer ha deciso di lasciarsi rubare volontariamente un secondo telefono, modificato in maniera tale da essere l’inizio di un racconto cinematografico. Grazie all’uso di una versione modificata di Cerberus, sistema di sicurezza per Android, è riuscito a installare nella memoria di sistema di uno smartphone HTC un vero e proprio spyware capace di continuare a fornire dati relativi all’uso del telefono anche dopo il furto. Il film racconta del furto, di come in realtà non sia stato semplice trovare qualcuno che si prendesse la briga di rubare il telefono da uno zaino lasciato incustodito, ma soprattutto è una vera e propria indagine alla scoperta dell’identità del ladro.

Grazie allo spyware, infatti, Find My Phone è la costruzione di un mosaico di informazioni appassionante e inquietante, e l’intelligente scelta di van der Meer di lasciare raccontare gli strumenti tecnologici in maniera diretta, limitandosi a montare e commentare con il voice over l’evoluzione dell’indagine rende il film potente e magnetico. Dalla sostituzione della SIM all’uso di applicazioni, fino alla lettura degli sms, l’indagine sul ladro diventa contemporaneamente un racconto dei nostri tempi, un documentario antropologico su noi e l’altro e una fredda testimonianza di quanto la tecnologia che utilizziamo è infinitamente più potente di quanto crediamo. Dal non sapere nulla del ladro, fino al confronto faccia a faccia, il film di Anthony van der Meer ci mostra anche che le informazioni che desumiamo e tutti i dati che forniamo al mondo non rappresentano davvero noi stessi, ma una nostra versione narrata, e che spesso la vita reale diventa proprio lo scostamento tra la nostra percezione e quella che danno i nostri alter ego virtuali.

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