droni_security

Il futuro della sicurezza è nei sorveglianti robot?

L’Università Cornell di New York è al lavoro per creare un sistema di sorveglianza formato da intelligenze artificiali in grado di cooperare.

Share With:

Se c’è una funzione davvero smart nei computer e negli smartphone di oggi è quella del riconoscimento facciale e, come abbiamo visto sul nuovo Samsung Galaxy S8, oramai la capacità di identificazione da parte delle fotocamere “smart” si è estesa anche agli oggetti. Per questo motivo, è evidente, che il futuro della sorveglianza passa attraverso l’uso di algoritmi di intelligenza artifciale. Il nodo principale per riuscire passare a una fase operativa è trasformare la funzionalità del dispositivo singolo in un qualcosa che possa essere utilizzato in una rete di macchine in grado di condividere le informazioni Alla Cornell University di New York i ricercatori sono al lavoro proprio per creare i sorveglianti del futuro, attraverso un sistema che permetterà ai robot di interfacciarsi con altre intelligenze artificiali (ma anche con altre macchine meno avanzate) per mettere insieme i dati necessari a identificare e seguire un oggetto o una persona.

In sostanza ogni elemento della rete di sorveglianza invierà i propri dati a un’unità centrale che avrà la capacità sia di analizzare l’immagine sfruttando la rete, ma anche di comandare a distanza le vare telecamere in maniera tale da confrontare in tempo reale ogni informazione. Per quanto possa sembrare tutto sommato un procedimento standard, la collaborazione tra macchine e il confronto costante di dati per allargare e approfondire la ricerca è estremamente complesso ed è la chiave per permettere un riconoscimento adeguato ed effettivo. Un esempio fatto dai ricercatori è quello di un robot che potrebbe individuare un sospetto in mezzo alla folla e, in pratica, la diffusione della sua immagine immediatamente all’interno del sistema di sorveglianza potrebbe rendere gli altri elementi della rete di sorveglianza già “in allarme” e istruiti su chi cercare e dove. In questo modo la rete di robot si adatterebbe di conseguenza in base all’obiettivo della ricerca dando la possibilità di seguire il sospettato senza soluzione di continuità.

Il lavoro di ricerca è appena agli inizi, e alla Cornell sono ancora alle prese con la creazione del sistema preliminare, che deve ancora essere testato. A finanziare il progetto c’è l’Ufficio per le ricerche navali degli Stati Uniti e la speranza della US Navy è quella di utilizzare un sistema del genere in combinazione con i suoi droni di pattuglia “swarmboats”, per creare delle squadriglie in grado di funzionare all’unisono e non come unità a sé stanti.

Non è stato inserito nessun commento.

Accedi


Nome utente
Crea un nuovo account!
Password
Hai dimenticato la password?

Registrati


Nome utente
Email
Password
Conferma la Password
Sesso
Indirizzo
Citta
Provincia
Professione
Telefono
Desidero ricevere la newsletter
Accetto le condizioni di utilizzo del servizio
Ai sensi degli articoli 1341 e 1342 del codice civile italiano si accettano espressamente i seguenti articoli del Contratto: 1. (automatica accettazione della più recente versione del Contratto); 7. (diritti di privativa); 8. (manleva); 9. (modifiche e cancellazioni); 10 (limitazione di responsabilità); 12. (legge applicabile e foro competente)
Autorizzo al trattamento dei miei dati personali come descritto nell'articolo 8
Autorizzo la cessione dei miei dati personali a terzi/partner
Hai già un account? Esegui la login

password dimenticata?


Nome utente o Email
Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com