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Il futuro di Facebook è la Realtà Aumentata

Nella conferenza annuale dedicata agli sviluppatori Zuckerberg ha annunciato che il futuro di Facebook passerà per la fotocamera dei nostri smartphone e la realtà aumentata, che cambierà radicalmente il nostro stile di comunicazione. Ma c’è, ancora, un piccolo spazio per la VR.

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Ieri sera è cominciata F8, la conferenza annuale di Facebook dedicata agli sviluppatori, dove Zuckerberg, di fatto, annuncia l’indirizzo tecnologico che il gargantuesco social network avrà nei successivi 365 giorni. Il tema caldo di quest’anno è stata la Realtà Aumentata, e tenetevi pronti a sostituire con l’acronimo AR l’oramai vetusto VR. Sì, avete capito bene, ma, forse, in fondo, lo sapevate già. La VR con i visori costosi e tanti, troppi cavi, è ancora insostenibile per il consumo di massa e, come anche i recenti avvenimenti in casa Oculus / Facebook suggeriscono, è abbastanza palese che le grandi aziende stiano guardando altrove, trasformando lo smartphone in qualcosa di diverso, ovvero uno strumento per guardare al mondo in maniera più ricca. Il concetto di AR, oggi, come ribadito anche da Zuckerberg sul palco del McEnery Convention Center in San Jose, fa già parte della nostra quotidianità, grazie ai filtri in tempo reale della fotocamera stile Snapchat, alle ricostruzioni dei monumenti, e alle App di guida sicura. Il futuro, dunque, passa necessariamente dalla fotocamera degli smartphone e dalla possibilità di rendere il mondo reale una tela su cui sperimentare diversi tipi di interazioni, da quelle più ludiche a quelle più utili. Facebook, in questo, sarà all’avanguardia e oltre a tantissimi filtri per mandare selfie e video-selfie con le orecchie di cane, permetterà la creazione di effetti personalizzati, ma soprattutto porterà il geotagging verso vette ancora mai viste, dando la possibilità di piazzare note personalizzate praticamente su ogni oggetto del mondo. Pensate a post-it virtuali su frigoriferi, ma anche indicazioni stradali personalizzate, recensioni di locali piazzate sulla vetrina di un ristorante e accessibili solo ai propri amici o la possibilità di confrontare le proprie routine di allenamento attraverso infografiche in tempo reale. Espandere la comunicazione sulla base del reale è la nuova strada della tecnologia: ce l’ha suggerito Samsung con la fotocamera Galaxy S8, ce lo ribadisce Facebook con F8, e probabilmente ce lo mostrerà Apple con iPhone 8, che secondo i rumor sarà il primo smartphone totalmente AR oriented. Insomma, al momento abbiamo più parole che fatti, ma il tutto è già più concreto delle promesse fatte sull’effettiva utilità della VR.

Sul palco di F8 però c’è stato anche spazio per proteggere il costoso investimento di Zuckerberg, e Oculus, sempre nella sua accezione “porabile” di Gear, ovvero quello del visore per smartphone, inizia il suo percorso di socializzazione con Spaces, piattaforma che va in beta a partire da oggi. L’idea alla base dell’App è quella della creazione di uno spazio virtuale condivisibile con gli amici, attraverso un visore che permette di trasformarsi in avatar e interagire con quelli dei nostri amici. Cosa si fa in Spaces? Tutto quello che si farebbe in una videochiamata su Skype, con la differenza che non ci si guarda davvero negli occhi ma con l’indubbio vantaggio di trasformare il salotto di casa in una stazione spaziale. Scherzi a parte, Spaces è affascinante, perché cerca di portare la VR in un contesto più umano, personale, intimo, eppure contemporaneamente sociale. Si tratta di un esperimento interessante, soprattutto dal punto di vista dell’intrattenimento condiviso, visto che viene immediatamente da pensare alla possibilità di “visitare” posti virtuali insieme ai propri amici, in una sorta di theme park da godersi dal salotto di casa, però è chiaro che come tutti software VR rischia di diventare un (costoso) passatempo di nicchia che richiede fin troppi sforzi produttivi per essere realizzato davvero. In ogni caso, il futuro di Oculus, senza Palmer Luckey, sembra essere quello di Spaces.

F8, infine, ci ha detto anche un’altra cosa, importante, soprattutto nell’ottica della definizione della galassia Facebook: Messenger diventerà il centro di tutto, e l’obiettivo è chiaramente quello di soppiantare WhatsApp nelle gerarchie delle App di Zuckerberg. Gli sforzi della compagnia di Palo Alto sono evidenti, e al di là del discorso della realtà aumentata, che estenderà i confini della comunicazione, il lavoro di centralizzazione svolto sull’App di messagistica passano per l’integrazione di Spotify e Apple Music al suo interno, ma soprattutto dall’aggiornamento dei bot e di M, l’assistente virtuale. L’idea è quella di trasformare Messenger in una piattaforma in grado di fornire contenuti utili in ogni momento, dal consiglio musicale a quello culinario. Un companion per la vita di tutti i giorni, capace di migliorare le nostre relazioni con gli altri e con il mondo intero. Parola di Zuckerberg, e della realtà aumentata secondo Facebook.

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