ologramma

Gli ologrammi di Star Wars saranno presto una realtà

I ricercatori dell’Università della Pennysilvania hanno sfruttato le metasuperfici sottili come un atomo per creare ologrammi multiforma che cambiano a seconda del livello di tensione a cui è sottoposto il polimero

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Nel primo film della saga di Star Wars la principessa Leia chiede l’aiuto di Obi-Wan Kenoby attraverso un’ologramma trasmesso dal robot C1-P8. I ricercatore dell’Università della Pennsylvania hanno sviluppato una tecnologia molto simile a quella vista nella celebre pellicola e che potrebbe avere importanti applicazioni in settori come la realtà virtuale, gli schermi e le comunicazioni ottiche. Gli scienziati hanno costruito un particolare materiale elastico chiamato che a seconda del livello di tensione genera ologrammi multipli che cambiano di forma passando da un’immagine all’altra.

Nello studio pubblicato sulla rivista Nano Letters viene descritto un innovativo utilizzo delle cosiddette metasurperfici, ovvero lamine di materiali piatte e sottili dotate di strutture nell’ordine di grandezza dei nanometri (10^-9 metri). In uno progetto precedente il team coordinato dal professor Ritesh Agarwal aveva sfruttato questi polimeri per creare ologrammi tridimensionali multicolore incorporando delle parti in oro all’interno di una pellicola elastica di polidimetilsilossano (Pdms). Partendo da questo risultato i ricercatori hanno cercato di capire cosa sarebbe successo cambiando la forma del materiale stirandolo lungo le diverse dimensioni. Attraverso un accurato processo di analisi è stato possibili calcolare quanto l’ologramma si espande a seconda del livello di tensione della superficie e quanto il piano dell’immagine 3D si sposta dalla sua posizione originale. Grazie a questo processo è stato possibile creare ologrammi multi-strato in cui i diversi contenuti si sostituiscono l’uno all’altro a seconda di quanto la superficie su cui vengono trasmessi si espande. Come si può vedere nel video, quanto la metasuperficie è nel suo stato naturale appare un pentagono a 340 millesimi di millimetro di distanza. Stirandola leggermente un quadrato compare al posto dell’immagine precedente e aumentando la tensione un triangolo lo sostituisce. Ovviamente non è ancora possibile trasmettere la sagoma tridimensionale di un corpo umano come avviene nel film di George Lucas ma con un ulteriore sviluppo potrebbe diventare presto realtà.

Esempi seppur rudimentali di ologrammi sono disponibili già oggi. Microsoft permette di interagire con immagini virtuali 3D tramite i suoi visori Hololens mentre un’azienda giapponese ha sfruttato questa tecnologia per creare un’assistente domestico dalle fattezze di un personaggio manga. Recentemente anche la celebre bambola Barbie ha assunto un corpo digitale anche se racchiuso all’interno di un apposito contenitore.

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