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La Cina prepara una sua versione di Wikipedia

La Cina vuole realizzare un’enciclopedia online in grado di competere con Wikipedia ma sopra il progetto aleggia il fantasma della censura di stato

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La Cina ha sempre avuto un rapporto piuttosto particolare con l’informazione e con Wikipedia, la più grande enciclopedia online. Gli utenti di Pechino sono abituati alla censura e in diverse occasioni il portale è stato bloccato per evitare la diffusioni di informazioni ritenute scomode. Il Paese vuole imporsi a livello internazionale come fucina di talenti nelle scienze ma allo stesso tempo vuole mantenere un rigido controllo sull’informazione. Da qui è nata l’idea di realizzare una propria enciclopedia disponibile in Rete che nella mente dei loro promotori sarà in grado non solo di competere con Wikipedia ma anche di superarla.

L’Enciclopedia Cinese non sarà un libro ma una vera e propria Grande Muraglia della cultura“, ha dichiarato ad aprile Yang Muzhi, capo editore del progetto e direttore del “Book and Periodicals Distribution Association of China”, durante un meeting di scienziati presso la Chinese Academy of Sciences (CAS) di Pechino. La nuova piattaforma sarà la terza edizione dell’Enciclopedia Cinese ed è in corso di realizzazione grazie al contributo di oltre 20mila autori provenienti da università ed istituti di ricerca. Il progetto si comporrà di più di 300mila voci relative ad oltre 100 diverse discipline. Una volta completata la raccolta sarà due volte più grande dell’Encyclopedia Britannica e pari alla versione cinese di Wikipedia, che conta 938mila pagine. Il riferimento alla “Grande Muraglia” fatto da Yang evoca però la celebre “Grande Muraglia di Fuoco” o “Great Firewall“, il sistema di censura utilizzato dal Governo per limitare la libertà di navigare ai netizen cinesi e e che rientra nel più ampio programma “Golden Shield Project“.

I problemi fra Wikipedia e Pechino sono iniziati con l’introduzione del protocollo HTTPS che ha reso più difficile per i censori bloccare le pagine individuali. Le autorità locali hanno quindi prima reso inaccessibile la versione cinese del sito e poi anche quelle in lingua straniera. Oggi il portale è liberamente fruibile da parte degli utenti ma alcune voci ritenute “pericolose” come “Dalai Lama”, “Xi Jinping” o “Nepal” risultano incomplete e di difficile consultazione. Stando alle premesse il nuovo progetto editoriale non prevede il contributo degli utenti ma Yang ha comunque aperto alla possibilità. Il sostegno di editori esterni è ritenuto fondamentale per rendere completa l’enciclopedia. “I lettori vogliono un prodotto autorevole, accurato e che si fregi del titolo di ‘enciclopedia libera che chiunque può modificare’“, ha sottolineato il capo editore. Visti i precedenti (ne sanno qualcosa Google, Facebook e Microsoft) è comunque probabile che si tratti solamente di parole di facciata e che il progetto sarà solamente un nuovo tentativo di imbrigliare l’informazione sui canali voluti dal Governo.

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