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La Russia blocca l’app di LinkedIn, è scontro aperto con gli USA

La Russia ha chiesto a Google ed Apple di rimuovere l’app di LinkedIn dai rispettivi app store. La cyberguerra con gli USA entra nel vivo

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I rapporti tra Stati Uniti e Russia si fanno sempre più tesi. La situazione fortunatamente non è così critica come negli anni della Guerra Fredda ma è evidente che fra le due nazioni sia in atto un vero e proprio scontro e questa volta si svolge in Rete. Gli USA accusano Mosca di aver influenzato le ultime elezioni attraverso massicce operazioni di hacking e per questo motivo hanno espulso dal Paese numerosi dignitari dell’ambasciata russa. Il Cremlino ha minimizzato l’accaduto ma non si è certo ritirato dalla tenzone. La Russia ha infatti deciso di adottare la stessa strategia della Cina, ovvero limitare lo spazio di manovra delle aziende statunitensi sul proprio territorio. Non è un caso che alla fine di dicembre Pechino abbia ottenuto da Apple la cancellazione dell’app del New York Times dall’App Store dopo la pubblicazione di alcuni articoli riguardanti il patrimonio di famiglia del primo ministro Wen Jiabao. Oggi la Russia ha fatto la stessa cosa con LinkedIn.

Il Roskomnadzor, l’autorità che gestisce le telecomunicazioni, ha fatto sì che Apple e Google rimuovessero dai rispettivi negozi online l’app del social network professionale, il cui sito era già stato bloccato nelle scorse settimane. Il provvedimento è motivato da una legge promossa dal premier Vladimir Putin che prevede che i dati dei cittadini russi debbano essere conservati in server posti sul territorio nazionale. L’obiettivo è quello di proteggere le informazioni da eventuali azioni di spionaggio delle autorità straniere come è avvenuto in passato (vedi scandalo Datagate). Sebbene possa sembrare che in questa vicenda la vittima sia LinkedIn in realtà il vero obiettivo di Mosca era Microsoft, che ha acquisito il social network per circa 26 miliardi di dollari. Putin ha già in mente di sostituire Windows con un sistema operativo Made in Russia su tutti i PC governativi e questo attacco nei confronti di LinkedIn ha il solo compito di colpire con ancora maggior decisione gli interessi dell’azienda di Redmond nel Paese. Pensate che lo scontro tra il Cremlino e gli USA ha contagiato anche il mondo del gaming. Overwatch di Blizzard potrebbe infatti essere ritirato dal mercato perché la sua protagonista Tracer è lesbica. Un decreto locale vieta di proporre ai minori qualunque contenuto di natura omosessuale. La stessa cosa è avvenuta con FIFA 17 dopo che EA Sports ha introdotto nel gioco alcune maglie arcobaleno in segno di solidarietà con la causa LGTB.

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