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La storia di Pebble: dal successo su Kickstarter alla vendita a FitBit

Pebble è stata tra le prime aziende a credere negli smartwatch ma non è riuscita a reggere la competizione con i colossi globali nel settore della tecnologia

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Pebble è stata una delle prime aziende a lanciare un modello di smartwatch di successo. Ai suoi inizi la piccola azienda è riuscita a realizzare una campagna di crowdfunding tra le più importanti della storia e c’erano tutti i presupposti perché riuscisse a competere con colossi come Apple e Samsung, che inevitabilmente avrebbero proposto sul mercato la loro versione di orologi intelligenti. Pebble non è però riuscita a fare quel salto di qualità che gli utenti le chiedevano e la sua storia si conclude ufficialmente con l’acquisizione da parte di FitBit, celebre azienda nel settore dei braccialetti smart per il fitness.

Il 10 aprile del 2012 Pebble presenta su Kickstarter il primo smartwatch con schermo e-ink, lo stesso utilizzato su diversi modelli di e-book. Questa tecnologia garantisce una maggiore durata della batteria e una maggiore brillantezza del display che facilita la lettura. In appena 2 ore la startup raggiunge il suo traguardo di 100mila dollari ma alla fine della campagna di raccolta fondi diventeranno 10.266.845 dollari. Nel 2014 Pebble rende compatibili i suoi dispositivi con le app create nativamente per il sistema operativo Android Wear di Google. L’anno successivo arriva Time, il suo primo smartwatch con schermo a colori. Anche questa volta realizza un record per Kickstarter con 20.338.986 milioni di dollari incassati. A settembre viene lanciata una versione dell’orologio dal design rotondo ma è qui che cominciano i primi problemi. L’arrivo di Apple Watch e della linea Gear di Samsung decreta un nuovo standard per i prodotti indossabili e Pebble non riesce a stare al passo. Nel marzo del 2016 l’azienda annuncia il taglio del 25% della sua forza lavoro e ora è arrivata la notizia che la società verrà a breve acquisita da FitBit per una cifra intorno ai 40 milioni di dollari, appena sufficiente a coprire i suoi debiti. La cosa curiosa è che nell’estate del 2015 il suo CEO Eric Migicovsky aveva rifiutato un’offerta di 740 milioni di dollari da parte del produttore di orologi svizzero Citizen.

Stando alle ultime voci il marchio Pebble, che è stato tra i primi ad intuire le potenzialità degli smartwatch, è destinato a sparire. FitBit non sembra intenzionata a continuare la produzione di orologi intelligenti ed è più interessata ai suoi brevetti e al sistema operativo proprietario. E’ quindi probabile che Core e Time 2, che avevano ottenuto un successo straordinario su Kickstarter a maggio, non vedranno mai la luce.

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