http://youtech.it/old_images/youtech/tech-life/tech-news/l-intelligenza-artificiale-che-ha-battuto-il-campione-mondiale-di-go-37216/765852-1-ita-IT/L-intelligenza-artificiale-che-ha-battuto-il-campione-mondiale-di-Go.jpg

L’intelligenza artificiale che ha battuto il campione mondiale di Go

Si chiama AlphaGo, è stato creato da Google ed è un computer più intelligente di noi

Share With:

Go è uno dei giochi più antichi del mondo (ha circa 2.500 anni!), nonché uno di quelli più complessi, una sorta di versione ancora più strategica degli scacchi – secondo Wikipedia ci sono 10761 partite possibili, contro le 10120 degli scacchi. Giocato ancora oggi con partite che, nei tornei ufficiali, possono durare anche sei ore, è tornato di moda tra i geek negli ultimi giorni: il merito è di Google, della sua AI chiamata AlphaGo e della sua DeepMind, e di una vittoria storica quanto quella di Deep Blue contro Kasparov nel 1997. Cos’è successo? In breve: DeepMind sfrutta le reti neurali e il deep learning per imparare il gioco del Go. Questo significa che, come Google Immagini è in grado di analizzare milioni di immagini e riconoscere pattern e temi ricorrenti che verranno poi astratti in modelli di pensiero, DeepMind sa fare lo stesso con le milioni di possibili mosse di una partita di Go. Non solo: è anche in grado di sviluppare le sue personali strategie, visto che le regole del Go seguono una logica ferrea e immutabile, che un computer fa relativamente poca fatica ad assimilare e applicare.

Tutte queste considerazioni si sono scontrate, in questi giorni, con l’imprevedibilità di un avversario umano: Lee So-dol, uno dei massimi campioni di Go al mondo, che l’ha sfidato per un premio di circa un milione di dollari. Ebbene: dei quattro match giocati in questi giorni, tre sono stati vinti da DeepMind e solo uno, l’ultimo, da So-dol – come se il campione umano avesse avuto bisogno di tre interi match per imparare le strategie di un avversario digitale. Ovviamente, il resto dei migliori sta già facendo la fila per sfidare AlphaGo (questo il nome del computer), il quale a sua volta è già un avversario migliore di quando ha cominciato, quattro partite fa: parte del processo di “learning” prevede infatti rivalutare vecchie strategie e confrontarle con le risposte dell’avversario umano, e modificarle di conseguenza. Al di là dell’aspetto competitivo della questione, però, c’è qualcosa di più importante: la stessa AI che si è dimostrata più intelligente (almeno in senso ludico) di un essere umano potrà essere sfruttata in altri campi, per esempio per migliorare la precisione delle risposte di Google, per creare assistenti personali per smartphone sempre più sofisticati, persino in ambito sanitario. Speriamo solo che Elon Musk e compagnia abbiano torto sulle AI… 

Qui sotto, tutti i match del torneo, se siete interessati

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non è stato inserito nessun commento.

Accedi


Nome utente
Crea un nuovo account!
Password
Hai dimenticato la password?

Registrati


Nome utente
Email
Password
Conferma la Password
Sesso
Indirizzo
Citta
Provincia
Professione
Telefono
Desidero ricevere la newsletter
Accetto le condizioni di utilizzo del servizio
Ai sensi degli articoli 1341 e 1342 del codice civile italiano si accettano espressamente i seguenti articoli del Contratto: 1. (automatica accettazione della più recente versione del Contratto); 7. (diritti di privativa); 8. (manleva); 9. (modifiche e cancellazioni); 10 (limitazione di responsabilità); 12. (legge applicabile e foro competente)
Autorizzo al trattamento dei miei dati personali come descritto nell'articolo 8
Autorizzo la cessione dei miei dati personali a terzi/partner
Hai già un account? Esegui la login

password dimenticata?


Nome utente o Email
Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com