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L’Unione Europea dichiara guerra all’odio nei video social

L’Unione Europea dichiara guerra ai contenuti d’odio sui social. Approvato un pacchetto di norme con cui Facebook, Google e le aziende che gestiscono piattaforme social diventano responsabili dei contenuti.

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L’Unione Europea ha deciso di scendere in campo direttamente per responsabilizzare i social network sui contenuti fuorvianti, dannosi e offensivi, come video inneggianti all’odio o fake news. Dei danni che contenuti del genere possono fare ne abbiamo parlato spesso, sia dal lato dei creatori, che da quello delle aziende, ma l’attualità fa riflettere soprattutto sulle conseguenze tremende che le fake news possono avere sulla vita di tutti noi. Per questo motivo, il varo di una serie di norme da parte dei legislatori dell’Unione Europea mira a coinvolgere in maniera più attiva Facebook, Google, Twitter e tutti i gestori di piattaforme sociali affinché la lotta all’odio e alla diffusione di falsità possa essere combattuta al meglio. Le proposte dovranno essere approvate dal Parlamento europeo per diventare attive, ma in tal caso l’UE sarebbe il primo organismo a legiferare in materia.

La discussione del pacchetto di norme è avvenuto all’indomani della tragedia di Manchester, e ovviamente l’idea di una sensibilizzazione e responsabilizzazione maggiore nei confronti dei contenuti video che inneggiano al terrorismo è una cosa auspicabile da tutti, benché, parlando di contenuti video in generale, è chiaro che bisogna trovare la giusta via di mezzo per evitare casi di censura vera e propria. In ogni caso, se le norme venissero approvate, le piattaforme diventerebbero immediatamente responsabili dei contenuti d’odio, e sarebbero tenute a rimuoverli tempestivamente. Andrus Ansip, politico estone, vice-presidente della Commissione europea per il mercato digitale, ha dichiarato a Reuters: “Dobbiamo immaginare un nuovo modo di guardare i video, e trovare il giusto equilibrio per incoraggiare i servizi più innovativi, promuovere le produzioni europee, e contemporaneamente dobbiamo proteggere i nostri figli e combattere duramente contro i contenuti che inneggiano all’odio”. Il pacchetto di norme in via di approvazione va in questa direzione, e non si limita solo a ragionare sui contenuti dei social, ma inserisce una serie di importanti novità anche riguardo la collaborazione dell’UE con i principali erogatori di video in streaming, come Netflix e Amazon Prime. Si parla, dunque, di valorizzare i prodotti europei e chiedere imporre ai servizi leader di mercato la presenza di contenuti prodotti in Europa per un totale del 30% del catalogo del singolo gestore. Inoltre, le norme prevedono il superamento del cosiddetto principio del paese d’origine, secondo cui produttori e fornitori di servizi debbano rispondere solo alle norme dei paesi in cui hanno sede. La risposta dei social non è ancora arrivata, ma è chiaro che da Bruxelles arriva un forte segnale che imporrà più di una riflessione anche sul futuro del consumo dei video.

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