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Sean Spicer, portavoce della Casa Bianca, ha appena twittato la sua password?

E non è neanche la prima volta: qualcuno gli spieghi come si usano i social

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Brutta settimana per Sean Spicer, il nuovo portavoce della Casa Bianca sotto la presidenza Trump. È cominciato tutto con l’ormai famigerata inaugurazione e il classico “scontro delle cifre”; è proseguito con le accuse di essere un bugiardo piovutegli addosso a mezzo stampa (cliccate qui, sono i risultati di Google per la ricerca “Sean Spicer lies”), e le sue francamente imbarazzanti scuse – messo di fronte all’evidenza, Spicer ha orwellianamente dichiarato che «a volte possiamo anche non essere d’accordo con i fatti». La notizia di oggi su quest’uomo con un bizzarro rapporto con la realtà arriva, guarda caso, da Twitter: Spicer ha pubblicato un tweet particolarmente criptico, che è purtroppo già stato cancellato (non prima di venire ritwittato otto volte) ma che qualche anima pia ha screenshottato a futura memoria.

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Ora, non siamo degli esperti ma qualche idea su che cosa queste lettere possano significare ce l’abbiamo. Siamo ragionevolmente certi, per esempio, che non si tratti di un messaggio crittografato simile a quelli utilizzati da WikiLeaks su Twitter. C’è sempre la possibilità che il gatto di Spicer abbia camminato sulla tastiera e spedito il tweet per sbaglio, ma al momento non abbiamo notizie dell’esistenza di suddetto gatto, quindi la giuria sospende il giudizio. Optiamo per l’ipotesi più probabile, quella sposata anche dalla stampa americana: Spicer ha per sbaglio twittato la password del suo account. Per la seconda volta in due giorni, tra l’altro.

Ci piacerebbe stupirci, ma stiamo parlando del portavoce di un presidente che, come ha rivelato un hacker, fino a pochi giorni fa usava ancora un indirizzo Gmail per il suo account Twitter come @POTUS, e che a quanto pare non ha ancora sostituito il suo vecchio Samsung Galaxy S3 con un telefono sicuro. Per non parlare del fatto che una parte del suo staff usa ancora i propri indirizzi mail privati, ossia la stessa ragione per la quale il presidente Trump attaccò la rivale Clinton durante la campagna. Viste le abitudini di Spicer, poi, immaginiamo che l’incidente verrà presto dimenticato, oppure squalificato come “bugia della stampa di sinistra”. Intanto, però, è successo: ricordiamoci sempre che stiamo parlando di persone che con un tweet potrebbero scatenare crisi diplomatiche senza precedenti.

(tra parentesi, lasciateci chiudere con un consiglio non richiesto a Spicer: usa anche le lettere maiuscole nelle tue password!)

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