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Spotify denuncia all’UE il comportamento di Apple e Google

Spotify, Deezer e altre aziende europee si scagliano contro il comportamento di Apple e Google che, sulle proprie piattaforme, favorirebbero in maniera sleale i propri prodotti a scapito dei concorrenti.

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Apple e Google sono senza dubbio le due più importanti compagnie del settore mobile, ma il loro dominio è trasparente? Ricordate la vicenda anti-trust che, negli anni ’90, coinvolse Microsoft? Ecco, all’epoca cominciò con una lettera di Apple che denunciava la posizione di monopolio di HP e Microsoft. Con le dovute proporzioni, la situazione potrebbe in parte ripetersi, o almeno così si augurano alcune aziende concorrenti dei due colossi americani. Lo scenario della possibile “guerra” è l’Europa e non gli Stati Uniti, e l’accusa di monopolio arriva, in maniera assolutamente indiretta e senza mai nominare la compagnia di Cupertino e quella di Mountain View, dai CEO delle maggiori aziende dell’IT, come Spotify, Deezer e Rocket Internet (compagnia tedesca).

I CEO hanno firmato una dichiarazione, riportata dal Financial Times di venerdì, che denuncia la posizione ostruzionistica di alcune aziende che sulle proprie piattaforme agiscono non solo da “gateways”, ma anche da “gatekeeper”. Cosa vuol dire? In maniera molto velata, l’accusa è quella di danneggiare i concorrenti forzando la presentazione dei contenuti sui propri App store. In sostanza, Apple e Google non si limiterebbero a distribuire i contenuti, ma creerebbero una gerarchia che favorisce i propri prodotti a scapito degli altri. Come se non bastasse, le diverse compagnie hanno denunciato l’impossibilità di ricevere i dati sull’uso delle proprie App, che restano però appannaggio delle due aziende con cui sono in concorrenza. Ecco uno stralcio della lettera:

La nostra esperienza dimostra che quando le piattaforme online hanno un forte incentivo a trasformarsi in gatekeepers, visto il loro duplice ruolo, invece di massimizzare il benessere dei consumatori, tendono ad abusare della loro posizione privilegiata e adottare politiche B2B con conseguenze nefaste per l’innovazione e la concorrenza. Queste pratiche vanno dalla limitazione di accesso ai dati o all’interazione con i consumatori, oltre che alla compilazione di classifiche e ricerche parziali, poco chiare e termini e condizioni che tendono a favorire verticalmente i propri servizi.

Come già detto, la lettera non cita in maniera esplicita Google o Apple, ma il riferimento è chiaro quando si parla di player principali. Con questa “denuncia”, le aziende europee chiedono all’UE lo sviluppo e l’approvazione di norme che possano regolare il comportamento di Apple e Google in maniera tale che rispettino la concorrenza con le altre compagnie. Quest’azione segue la polemica del mese scorso di Spotify nei confronti di Apple, rea di aver rifiutato un aggiornamento dell’App musicale e di chiedere una commissione altissima (30%) su ogni transazione. Ecco, di seguito, il testo integrale della lettera firmata dai CEO e inviata all’Unione Europea.

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