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Theresa May richiama i big del web per la lotta al terrorismo

Il Primo Ministro UK, Theresa May, approfitterà del G7 per chiedere a tutti i Paesi partecipanti di imporre alle aziende del web una maggiore collaborazione sul terrorismo

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Il premier britannico Theresa May è attualmente impegnata nel G7 in corso a Taormina e approfitterà dell’occasione per discutere con gli altri leader mondiali della lotta al terrorismo sul web. Il leader del partito conservatore è intenzionata a esortare le altre nazioni ad imporre ad aziende come Facebook, Google e Twitter di bloccare coloro che condividono post violenti e di carattere estremista oltre a segnalare alle autorità i casi in cui ci siano prove di una possibile messa in atto di attentati terroristici. L’obiettivo è quello di evitare altri episodi come la strage di Manchester che ha sconvolto il mondo pochi giorni fa. Nella sua battaglia la May avrebbe già ottenuto il sostegno di un piccolo gruppo che comprende il Presidente USA Donald Trump e quello francese Emmanuel Macron.

Il Primo Ministro è convinta che solo attraverso la cooperazione con i colossi del web sarà possibile creare strumenti preventivi per identificare ed eliminare i contenuti che incitano al terrorismo e consentire alle autorità di prendere provvedimenti in tempo utile. La May inoltre ritiene social network e altre piattaforme di condivisione debbano essere stabilire delle nuove linee guida che chiariscano in via definitiva quali siano i contenuti violenti e pericolosi per la sicurezza pubblica. Questo aspetto è diventato diventato di vitale importanza considerando che come ha rivelato il The Guardian le linee guida fornite da Facebook ai suoi moderatori sono sostanzialmente inadeguate. “Quello che vuole (il primo ministro) è usare il G7 per spingerne tutti i membri ad adottare un approccio collettivo per lavorare con le aziende tech sul fronte del terrorismo. – ha rivelato una fonte interna al Governo – Inoltre dirà che l’industria del web ha la responsabilità sociale di rimuovere i contenuti pericolosi dai propri network“.

La richiesta di una maggiore collaborazione da parte di Facebook, Google e Twitter sul fronte del terrorismo arriva dopo la diffusione del nuovo manifesto del partito conservatore che secondo la May renderà il Regno Unito “il leader mondiale nella regolamentazione dell’uso dei dati personali e di Internet”. Il documento sarà presentato in tempo per le elezioni di giugno ed è parte di una strategia iniziata con l’entrata in vigore dell’Investigatory Powers Act. Questa legge affida al Governo maggiori poteri nei confronti delle aziende tech affinché registrino le attività online dei propri utenti in modo da non dare “spazio ai terroristi per comunicare online“.

Il nostro punto di partenza è che le regole online dovrebbero riflettere quelle che governano la nostra vita offline“, si legge nel manifesto. Si parla ad esempio di rendere più difficoltoso l’accesso ai siti pornografici, che potrebbero addirittura essere deindicizzati da Google su richiesta delle autorità, ma anche di imporre alle aziende tech una tassa simile a quella a cui è sottoposto il settore del gioco d’azzardo. Per quanto riguarda il fenomeno delle fake news, la May promette di “adottare misure per proteggere l’affidabilità e l’obiettività delle informazioni essenziali per la nostra democrazia”. Nel caso in cui Facebook e le altre aziende del web non ottemperino ai loro doveri è prevista l’introduzione di “un regime sanzionatorio per assicurare la conformità, dando ai regolatori la possibilità di infliggere sanzioni o di perseguire le aziende che falliscono nei loro doveri giuridici e di ordinare la rimozione di contenuti in aperta violazione della legge britannica“.

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