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Tutte le novità di Facebook: il razzo, i fantasmi e la lotta al revenge porn

Cosa sta succedendo in questi giorni sul social più usato al mondo

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Se oggi avete aperto la vostra App di Facebook sullo smartphone, è possibile che vi siate trovati davanti un’icona nuova, tanto per cambiare: ha la forma di un razzo e sta tra il pulsante che vi fa accedere al feed e quello per gestire le richieste di amicizia. Non avete il razzo? Magari avete i fantasmi: la vostra home si è popolata di foto oscurate dei vostri amici? C’è un motivo, che ha a che fare con Snapchat. Insomma: Facebook è entrato in uno di “quei periodi”, nei quali sperimenta con decine di funzioni per provare a capire che cosa piace e che cosa, invece, va fatto sparire senza troppo rumore. Razzi, fantasmi e revenge porn: ecco su che cosa si è concentrato Zuckerberg in questi giorni. Ora vi spieghiamo tutto.

Cominciamo dal razzo, visto che è quello che più probabilmente sparirà entro breve. È comparso, come dicevamo, nelle versioni mobile (iOS e Android) dell’App di Facebook, ed è… un link a un altro feed di notizie e contenuti vari, scelti dal social su misura per ogni singolo utente. O, come spiegato da Facebook e riportato da BBC, «un feed secondario di articoli, video e foto popolari al momento, personalizzati per ogni utente». Questo perché, sempre secondo il social, «alcuni utenti ci hanno detto che vorrebbero un modo semplice per esplorare nuovi contenuti con i quali non si sono ancora connessi». Chi vi scrive non è purtroppo stato coinvolto nella sperimentazione – Facebook è solita attivare funzioni sperimentali come questa per un ristretto gruppo di utenti, prima di renderle disponibili a tutti –, ma le prime testimonianze sono tutto tranne che entusiaste: a quanto pare, l’algoritmo è piuttosto mediocre nelle sue selezioni. La nostra previsione? Tra una settimana ce ne saremo dimenticati.

Come ci saremmo dovuti dimenticare di Stories, l’ennesimo tentativo di Facebook di copiare Snapchat (per la rabbia di Miranda Kerr), un feed di foto, video e status effimeri, che si cancellano da soli dopo 24 ore di tempo. Sapevate che esistono le Stories su Facebook? Probabilmente no, dal momento che nessuno le usa – tanto che la sezione dell’App a loro dedicata era, fino a pochi giorni fa, tristemente vuota per la maggior parte degli utenti. Facebook però non si arrende, e per provare a incoraggiare più utenti a usare la funzione ha cominciato a trasformare i vostri contatti in “fantasmi”, segnalando anche che “non hanno aggiunto storie di recente”. L’App sceglie tra gli amici con cui interagite più spesso, e li mostra nel feed delle Stories anche nel caso in cui non abbiano mai usato la funzione in precedenza. È grave? Non particolarmente, solo un po’ fastidioso, e soprattutto tradisce almeno un parte una certa ignoranza del mezzo da parte di Facebook: l’età media degli utenti del social è compresa tra i 25 e i 34 anni, e al secondo post sta la fascia 35-44. Snapchat, invece, è immensamente più popolare tra i 18-24enni, e persino tra i 13-17enni – in altre parole, le utenze dei due social non sono sovrapponibili, e pensare che una funzione che ha avuto successo su un’App debba automaticamente averlo anche su un’altra è un po’ ingenuo. Non stupisce che “will now have Stories” sia diventato un meme: buon divertimento.

Più interessante è la nuova iniziativa del social contro il revenge porn, la condivisione, cioè, di materiale pornografico non autorizzato a scopi di vendetta – e non solo, come dimostra il recente caso di un gruppo di marine americani che hanno usato un gruppo segreto per condividere immagini di nudo delle soldatesse loro compagne. Il nuovo sistema è stato presentato in un post sul blog di Facebook, e sfrutta il riconoscimento facciale per rimuovere automaticamente tutte quelle foto che sono state segnalate e che continuano comunque a circolare sul social, via Messenger o su Instagram. Funziona così: se qualcuno pubblica un’immagine non autorizzata e questa viene segnalata e rimossa dal network di Facebook, viene anche “flaggata” dal sistema, che sarà in grado di riconoscerla (e rimuoverla di nuovo) nel caso in cui qualcun altro provasse a condividerla, in pubblico o privatamente. L’unico problema che vediamo è che, come spiega Facebook, «se qualcuno prova a condividere l’immagine dopo che questa è stata segnalata e rimossa, gli verrà segnalato che ha infranto i nostri termini di servizio e che abbiamo bloccato il tentativo di condivisione» – il che significa che l’algoritmo è in grado di fermare solo la diffusione di immagini segnalate in precedenza, non di nudi o altre foto intime che vengono pubblicate per la prima volta (e che possono a quel punto venire salvate da chiunque se le trovi davanti, e venire diffuse tramite altri canali). Insomma, il sistema c’è, le intenzioni sono buone, il risultato ci sembra ancora mediocre… ma quantomeno è un tentativo. (Foto: Getty Images)

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