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Uber farà volare le sue auto grazie ad un ex NASA

Uber ha assunto l’ex ingegnere della NASA, Mark Moore, per realizzare il primo servizio di ride sharing dei cieli

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Mentre il CEO di Tesla Elon Musk pensa di risolvere definitivamente il problema del traffico con dei tunnel sotterranei o con il suo avveniristico treno Hyperloop, Uber lavora sulle automobili volanti. La startup di San Francisco ha avviato il progetto Elevate finalizzato proprio allo sviluppo di veicolo a decollo e atterraggio verticale in grado di muoversi in ambito urbano senza alcuna difficoltà. I cosiddetti VTOL (Vertical Takeoff and Landing) non necessitano di una pista per alzarsi in volo e verranno utilizzati per un servizio di ride sharing esattamente come avviene con i mezzi a quattro ruote.

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Per dare una spinta al proprio progetto Uber ha assunto Mark Moore, uno dei maggiori esperti in questo settore. L’ex ingegnere della NASA presso il Langley Research Center in Virginia ha realizzato un paper dedicato ai VTOL che è stato di ispirazione per il CEO di Alphabet, Larry Page. Grazie al lavoro di Moore il co-fondatore di Google si è infatti convinto ad investire in due aziende specializzate nello sviluppo di veivoli a decollo verticale, ovvero Kitty Hawk e Zee Aero. Moore ha assunto il ruolo di Chief Technologist for On-Demand Mobility e si occuperà quindi di gestire tutte le attività legate al progetto Elevate. “Non riesco a immaginare un’altra azienda in una posizione migliore per giocare un ruolo da leader in questo nuovo ecosistema, rendendo i veicoli urbani VTOL una realtà“, ha dichiarato l’esperto di “auto volanti”.

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L’idea di Uber, il cui CEO Travis Kalanick ha rinunciato al ruolo di consigliere di Trump, è quella di realizzare veivoli ad emissioni zero e quindi alimentati solo tramite motori elettrici. L’azienda leader nel ride sharing sta inoltre studiando delle batterie di nuova generazione in grado di assicurare un’autonomia tra 50/100 miglia. Prima che i VTOL diventino una realtà bisognerà però attendere un rinnovamento della regolamentazione del traffico aereo. In futuro i nostri cieli saranno infatti percorsi non solo dagli aerei ma anche da droni commerciali come quelli di Amazon e non solo dalle auto volanti.

Nel frattempo, Airbus ha confermato che presenterà il suo primo prototipo di veivolo per spazi urbani entro la fine dell’anno. La compagnia aerea vorrebbe creare un servizio di ride sharing simile a quello pensato da Uber e ritiene che questo potrebbe essere pronto già nel 2022.

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